Associazione Veicetia


Criptoportico ROMANO (I° sec. d. C.)

Descrizione del sito

Il Criptoportico è il più importante monumento archeologico di Vicenza ed un unicum nell’Italia del Nord. La struttura sotterranea, nella quale si acceda da Piazza del Duomo, scoperta nell’autunno del ’54, pertinente ad una domus e al momento della scoperta, in eccezionale stato di conservazione, è assimilabile a strutture dello stesso tipo rinvenute a Pompei. Purtroppo, a poco più di 50 anni dalla scoperta, l’ambiente è a rischio di degrado irreversibile se non si adotteranno gli opportuni urgenti interventi di salvaguardia.

Ipotesi di fattibilità – Interventi

Il monumento presenta continui problemi di infiltrazioni d’acqua e umidità che hanno già gravemente intaccato gli intonaci, specialmente quelli dipinti (vedi relazione tecnica sullo stato di degrado in allegato).
Per quanto riguarda le infiltrazioni si tratta di acque di risalita e piovane. Esse trasudano sia dalla volta che dalle pareti. L’acqua, non avendo modo di evaporare, ristagna nell’ambiente sotto forma di umidità che tiene gli intonaci e le murature perennemente bagnati.
Il drenaggio delle acque in eccesso era assicurato dal canale romano che scendeva al Retrone e che era collegato ad un sistema, pure romano di drenaggio delle acque. Circa una ventina di anni fa, durante lavori di rifacimento dei condotti fognari in Contrà delle Grazie, venne posto in opera un nuovo collettore all’incrocio con Contrà Fascina, che ha portato purtroppo all’ostruzione del canale romano.
All’interno del complesso sono disposte 32 finestrelle a strombo che anticamente davano su un cortile o giardino interno e che servivano ad illuminare ed aerare l’ambiente. Attualmente l’aerazione avviene in maniera insufficiente e i punti di presa d’aria sono i seguenti:

1)    portoncino d’ingresso a grata su Piazza Duomo

2)    finestrella aperta nella parete di un pozzo rinascimentale che entra nel criptoportico al termine del braccio sud e che comunica con l’esterno nel cortile di Palazzetto Proti.

3)    Grata di aerazione all’esterno dell’ambiente D sul giardino vescovile.

E’ ovvio che per una struttura così articolata il ricambio d’aria, in queste condizioni sia quasi nullo.
Le soluzioni al problema sono:

1)    Sovrapponendo alla pianta del Criptoportico quella delle costruzioni moderne, si nota che il pozzo presente alla fine del braccio sud sbocca all’esterno in un lato del cortile di Palazzetto Proti, innalzato nel 1599 da Galeazzo Roma.
Sarebbe utile installare un aspiratore in uscita alla sommità della vera da pozzo nel cortile di Palazzetto Proti: in questo modo tutta la parte del braccio sud sarebbe aerata utilizzando come bocca d’aspirazione la finestrella del medesimo pozzo che si trova aperta all’interno del criptoportico.
La grata sovrastante l’ambiente D, speculare al pozzo nel braccio sud servirà ottimamente allo scopo di ricambio d’aria.

2)    Per il braccio sud ed il braccio nord si potrebbero inserire delle condotte nelle finestrelle interrate fino a raggiungere l’esterno, collegandole ad un sistema di aspirazione.
Per quanto riguarda il braccio sud, dalla sovrapposizione si nota che almeno sei finestrelle insistono al disotto del cortile del Palazzetto Proti ed almeno due o tre sono potenzialmente utilizzabili per l’aerazione.
Per il braccio nord invece, due finestrelle sono interrate a pochissima distanza da un cavedio posto a sinistra del corridoio d’ingresso al cortile. Collegate con l’esterno fornirebbero un ottimo ricambio d’aria per questa parte del Criptoportico.
Rimane da vedere, per il braccio centrale, se la finestra posta nell’ambiente A raggiunge una cantina sotto la canonica oppure raggiunge la parte di cortile adibita a parcheggio retrostante la canonica.

Postilla:

Oltre ai non pochi problemi già citati, il Criptoportico soffre di un’altra grossa lacuna: l’orario di apertura.
Abbiamo notato alcuni cittadini e turisti aggirarsi in Piazza Duomo cercandone l’ubicazione: di indicazioni nemmeno l’ombra, salvo il cartello a lato dell’ingresso e la scritta soprastante “Criptoportico Romano” infissa nel muro.
Una volta trovata l’entrata li abbiamo visti andarsene perché il monumento è visitabile (sic) solo una volta alla settimana, il sabato dalle ore 10 alle 11.30 salvo casi particolari.
I turisti isolati, e sono molti che arrivano in città fuori orario, non lo vedranno mai, così come non l’hanno mai visto molti cittadini di Vicenza.
L’apertura è gestita dai volontari del C.T.G. la cui sede è nel Palazzo delle Opere Sociali in Piazza Duomo. Detto C.T.G. gestisce anche visite guidate di gruppi e scolaresche ai vari monumenti della città.
E’ singolare che il Criptoportico non venga gestito insieme al Museo Diocesano, sempre aperto, e dai suoi operatori specializzati, inserendolo nel circuito di visite. La struttura rimarrebbe sempre aperta e i volontari del C.T.G. potrebbero continuare il loro servizio al sabato mattina e nelle altre circostanze come d’abitudine.
Da quello che abbiamo appreso sulla questione dal personale del Museo Diocesano e da referenti della direzione C.T.G., una serie di diritti acquisiti e grotteschi distinguo da parte di quest’ultima organizzazione, renderebbe impossibile una gestione comune. Siamo convinti che una riunione collegiale tra le parti e la Soprintendente per i Beni Archeologici Dott.ssa Marisa Rigoni, sarebbe utile per dirimere una questione che ha, francamente, dell’incredibile e che penalizza fortemente un monumento che è patrimonio di tutti.

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